Proprio uno shampoo coi baffi. Anzi, baffetti.

Lavorando in un’agenzia di pubblicità, sono abituato alle idee brutte.

Le belle idee, quelle che ti annodano il cuore quando ti vengono in mente, sono davvero rare.
Perché quando sei sotto stress da quattro settimane e hai nove brief da portare a termine il prima possibile, anche le soluzioni più patetiche ti sembrano meravigliose. E sai già che cercherai di difenderle in presentazione senza vergogna alcuna, fino a che il direttore creativo non ti schiaffeggerà per riportarti alla ragione.
Ed è solo allora che apri gli occhi.

Ma dopo aver visto uno spot turco di uno shampoo per soli uomini, il Biomen, mi è venuta voglia di richiuderli subito.

Sì, perché non solo il messaggio della pubblicità è stupido (“Se non indossate vestiti da donna, non vedo perché dovreste usare uno shampoo da donna”) ma la scelta del testimonial è a dir poco spiazzante.

Adolf Hitler. Il Führer.

Un esagitato dittatore di mezza altezza e dalla dubbia igiene personale, vista la sua celebre pettinatura a tenuta stagna, che grida agli spettatori di usare lo shampoo giusto, per non passare guai se mai dovessero incontrare una pattuglia di controllo per le vie del ghetto.
Sebbene sgradevole, un lancio di questo tipo avrebbe funzionato nei primi anni Quaranta. E solo in Germania, al massimo.

Questo non è un mio parere: è la verità.
Se un turco fosse andato in Germania nel ’41 e, una volta entrato in una locanda bavarese, avesse cercato di “attaccare bottone” con dei militari tedeschi per il semplice gusto di fare quattro chiacchiere, probabilmente i bottoni li avrebbero fatti con lui. Con le sue ossa, precisamente.
E altro che shampoo: ci avrebbero ricavato anche del sapone. Che maghi!

Quindi, vorrei dire una cosa a quei creativi turchi di quell’agenzia turca emancipata, che manda sulle TV turche quello spot nazista: ragazzi, secondo me, siete tanto stanchi.
Forse, il riferimento ad Hitler per sottolineare la mascolinità di un prodotto è fuori luogo. Forse.
Forse, vi siete lasciati “affascinare”, per così dire, dal piglio deciso di un generale militare e lo avete trovato perfetto per consigliare roba da uomini, agli uomini.

Però, e questo è solo un mio modesto consiglio, sarebbe stato meglio fare mente locale ed essersi chiesti:
“Voglio davvero che il testimonial del mio shampoo sia un assassino condannato dall’umanità intera?”.

Se la risposta è no, come credo, prendetevi a schiaffi da soli. Provocare è bello. Ma è difficile. E dopo, prendete a pugni i vostri direttori creativi. Vi darò una mano, se vorrete.

Se invece la risposta è , questo è un problema.
Perché non penso che il testimonial in questione vi avrebbe abbracciato se gli foste andati incontro con la pelle olivastra ma i capelli puliti e brillanti. Non penso proprio sarebbe bastato, sapete?
Almeno, settant’anni fa non bastò.

E non credo interessi, a tanti uomini nel mondo, assomigliare a quell’ometto urlante dopo essersi fatti la doccia. Piuttosto, lo shampoo della Canalis tutta la vita!

E ora: tutti nelle docce, presto. Tutti nelle docce! E poi vi lasceremo andare.

Lutile.

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7 risposte a Proprio uno shampoo coi baffi. Anzi, baffetti.

  1. Garightnow ha detto:

    hai dimenticato un elemento: il cliente, che ha accettato questa soluzione agghiacciante!

    • Lutile Idiota ha detto:

      Allora, qua si apre un altro capitolo: quello dei clienti.
      Siccome il cliente spesso non sa decidere (o non sa proprio nulla), deve essere guidato.
      Certo, l’errore è anche loro che non dovevano accettare.

      Ma io scrivo da un’agenzia di pubblicità. E di pubblicità qui si parla: una terribile comunicazione che disonora tutti i professionisti che trattano i brand con i guanti!

      Certo, se il cliente l’avesse fatto in casa, questo spot non sarebbe meno grave. Questo è indubbio!

  2. frappacchio ha detto:

    Mamma li turchi.

  3. giovanni ha detto:

    Ciao,
    Ho raccontato la cosa al lavoro, un ambientino colto e raffinato e l’obiezione è stata: “La campagna è palesemente sbagliata. Bah scegliere Hitler coma modello di maschio quando lo sanno tutti che era omosessuale.” Non proprio in questa forma ma il senso è stato questo.
    Insomma il problema non è quello che ha fatto pubblicamente, ma nel privato.

  4. ladonnaignota ha detto:

    ho guardato questi tredici secondi per il puro gusto di farlo, ci ho capito ‘na mazza (figurarsi), però qualche volta mi è capitato di usare uno shampoo da uomo. còsa vorrà dire?

  5. lafrangia ha detto:

    La Canalis ha pochi capelli e, quei pochi, sfibrati.
    Perché hanno preso lei, perchééééé?
    Oltretutto il ritocco in video è palesissimo. Chi mai si comprerebbe uno sciampo che fa l’effetto parrucchino?

    Bah.

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