VADO A SCRIVERE DA SOLO. Il copy secondo un copy.

Mi spiace per Van Gogh, ma non ho mai dipinto una tela.
Avrei potuto farlo, tempo fa, ma alla fine non ci ho mai provato veramente.
Perché sono sicuro che, anche se mi ci mettessi con impegno, la mano non andrebbe dove vorrei io.

Per questo, molti anni fa, quando mi ritrovai a scegliere la scuola superiore, scartai a priori il liceo artistico.
Non avevo (né ho, purtroppo) senso pratico: depennai anche ogni istituto professionale o tecnico dalla lista. L’incapacità a tracciare linee dritte anche con la riga, poi, è sempre stata la mia qualità artistica più marcata.

Così mi rimase la formazione umanistica. A cui si è aggiunta, più tardi, l’università. E se ora mi piace giocare con le parole, devo ringraziare un pochino tutte e due, non avendo mai frequentato alcuna Accademia di Comunicazione o simili…
Scrivere per lavoro è una cosa stranissima: amore e odio. Questo eterno contrasto ti fa tirare avanti. Più fatichi per farlo e più cerchi il riscatto nel lavoro successivo, fino a non fermarti mai.
Forse, anche per questo motivo i creativi delle agenzie di pubblicità sono la categoria più sfruttata in assoluto nel panorama impiegatizio italiano.

Lasciamo stare il fine ultimo di fare pubblicità (convincere il cliente e il target): voglio parlare di me, da dentro.
Scrivere è come colorare un foglio bianco: le parole sono le diverse tonalità di una scala di tinte infinita, come in musica. Nessuna, nessuna è uguale all’altra.
Anzi, no. Ho cambiato idea: è come costruire un edificio solido. Dove ogni pezzo sostiene l’altro. Poi, quando rileggi tutto, è come se facessi dieci passi indietro per ammirare l’opera da più lontano. Ed è lì che ti rendi conto della maestosità di ciò che sei stato in grado di costruire.
“Ah, che meraviglia: un titolo di quattro parole.”. E nessuno ti può capire fino in fondo.

E ora? Beh, grazie per l’attenzione, ma ho fallito.
Dopo tutte queste inutili parole, mi rendo conto che non sono ancora riuscito a definire con chiarezza la figura del copywriter.
O meglio, non ho ancora espresso bene la solenne religiosità che impiego nel fare questo mestiere.

Proverò con un titolo. Senza immagine.

Verba volant. Scripta, amen.

Lutile.

Informazioni su Lutile Idiota

Copy. But not paste.
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

10 risposte a VADO A SCRIVERE DA SOLO. Il copy secondo un copy.

  1. Kisciotte ha detto:

    Autoidolatria delirante con visioni lapidarie!
    mmm…
    Sei prossimo al van gogh point del non ritorno cesareo.

    Ave Lutile, copyturi te salutant! (fai buon viaggio)

    ps: ho letto anche tutte le lettere di Van Gogh, a mano a mano che le pubblicavi. Esilaranti!
    :o) ciao

  2. lutile ha detto:

    ahahahah! Macché autoidolatria!!!
    Era per fare un punto su di me. Ogni tanto, si deve fare.

    E poi, la soddisfazione di rileggere quello che si scrive appartiene a chiunque scriva: è la natura dell’uomo.
    Anche di chi tiene i blog!😉

    (E grazie per le lettere🙂 !)

  3. Kisciotte ha detto:

    Vangelo!
    Io addirittura rileggo anche i miei pensieri.
    I denigratori lo chiamano “parlare da solo”, ma io so che è soltanto invidia.
    Vincent mi capirebbe.😀
    alla prossima!

  4. OrsaBIpolare ha detto:

    Nell’attesa di delucidazioni sulla “solenne religiosità”, ho apprezzato molto questo scritto, mi piace che si parli anche un po’ di sè tra un cazzeggio e l’altro (le lettere però mi mancheranno).
    Io di tele invece ne ho dipinte tante e la mia scrittura non la prendo mai sul serio…
    (Anche se mi piace rileggere le minchiate che farfuglio)🙂
    Ciauz!

    • lutile ha detto:

      Grande Orsa, ma sei anche pittrice?

      Guarda, rileggere le proprie cose fa parte di quel processo inevitabile che è la creazione di un testo.
      Perché poi, rileggendo, aggiusti tutto, cambi le parole, aggiungi la punteggiatura… Insomma, finisci il lavoro!

      Personalmente, sono contento che hai apprezzatto questo scritto ma non temere: Van Gogh torna presto. E’ solo che sentivo l’esigenza di parlare anche in prima persona…🙂

      Ciao ciao.
      Stay tuned!

  5. OrsaBIpolare ha detto:

    Beh, diciamo di sì, anche se al momento devo pensare a come sopravvivere (la pittura non mi ha mai fatto pagare l’affitto…).
    Se vuoi dai un’occhiata a questi.
    Ciao a te.
    I will🙂

  6. wiwipedia ha detto:

    ma che bel bel bel bel bel blog. Io iniziai il liceo artistico e passai al classico dopo due mesi per una possessione demoniaca, credo. Beh, comunque non me ne sono pentita, specialmente a vedere che fine hanno fatto quelli che sono rimasti all’artistico.

    • lutile ha detto:

      Ciao! Benvenuta, wiwipedia!

      Ah, ma tu, con la scuola, hai fatto un cambio da 360°, che nemmeno un calcio rotante di Chuck Norris poteva arrivare a tanto!

      Grazie mille per il tuo apprezzamento!🙂

      Adesso vengo a trovarti…

  7. Josef K. ha detto:

    Bellissimo post, ci piace leggere anche di Lutile e dintorni.

    Bella anche la pubblicità dell’aspirina, non l’avevo ancora vista.

    • lutile ha detto:

      Uè, Josef! Grazie mille!
      In realtà, tutto parla di me. Anche Van Gogh!
      😉

      Ahahahah, La pubblicità dell’aspirina è geniale: semplice, chiara, divertente, ironica. Ha tutto!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...