InfoJobs – Quando Steve era al lavoro.

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Quanto sappiamo di Steve Jobs?
Sicuramente che era un instancabile genio, capace di trasformare in energia positiva tutte le difficoltà che la vita gli ha riservato: un abbandono in fasce, la mancanza di soldi ai tempi del College, il licenziamento dalla sua stessa Apple e, infine, la malattia.

Insomma, Steve Jobs è stato un eroe moderno anche per questo.
E lo sappiamo bene. Il discorso alla Stanford University è stato mandato in onda ad ogni ora del giorno e della notte, su ogni medium, da ieri mattina.

Sapete che vi dico?
Americano.
Era un americano.
Mi spiace andare avanti a luoghi comuni ma se c’è qualcuno che pensa solo a se stesso, è convinto di valere qualcosa, cerca a tutti i costi (e alla fine trova) una possibilità, allora sta vivendo il grande miracolo del Sogno Americano.

America! Dove uno spazzino può aspirare a diventare anche Presidente degli Stati Uniti, dove uno scaricatore di porto può diventare un celebre opinionista, dove una postina può diventare una grande pop star. E dove Nicolas Cage è un attore famoso.

Dunque, dicevo un “eroe moderno”.
E per “eroe moderno” intendo un grande salvatore di se stesso, e non della comunità. Produrre ottimi computer non vuol dire farlo per il prossimo. Vuol dire guadagnare tanti soldi col proprio intuito e sudore della fronte.

Per dirla breve: vincente è colui che trasforma in bisogni, i capricci degli altri. (Ecco, l’ho detto!)

Smettiamola di ringraziarlo per aver creato gioiellini da mutuo a tasso variabile come il Mac. O l’iPhone. Mentre li vedeva nascere, pensava al suo “segno” da lasciare nell’Universo. Non agli occhi pieni di gratitudine nei bambini delle future generazioni.
Badate bene: non è la stessa cosa.

Se è vero, poi, che i dipendenti Apple che prendevano l’ascensore con Steve Jobs venivano licenziati nel tempo di una corsa, tra un piano e l’altro dell’ufficio, mi vengono i brividi.
Steve Jobs è stato un genio, ha avuto intuizioni che hanno cambiato (e stanno ancora cambiando) il mondo.
Ma non possiamo dire che fosse proprio un imprenditore illuminato, per dirla alla Voltaire.
Era illuminato. Ed era un imprenditore. Un grande. Uno inarrivabile.

Ma l’idea di lui con la faccia da elfo incazzato che fa battute ai programmatori in ascensore attendendo risposte sbagliate per poterli licenziare, me lo fa ridimensionare un attimo.
Lui non c’è più. E, per educazione, non si parla degli assenti.
Ma è come se fosse ancora qui.

Mi spiace Steve, ma secondo me eri uno stronzo. Un fottuto genio, ma un poco stronzo.
So che non te la prenderai: io non sono nessuno.

Probabilmente, mi avresti licenziato tra il secondo e il terzo piano. Con una versione strumentale di Day Tripper in sottofondo. Ma non lo sapremo mai.
E non perché tu ci hai lasciato. Ma perché io non sono americano.

Lutile.

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11 risposte a InfoJobs – Quando Steve era al lavoro.

  1. simona ha detto:

    Devo dire che mi hai tolto le parole di bocca! Questa sera mi sono messa qui davanti con tutta l’intenzione di scrivere un articolo su Steve Jobs sul mio blog, poi ho trovato il tuo ed ho pensato: “cavolo…eccolo il mio articolo! questo è proprio quello che avrei scritto io!”. Quindi evito di fare un duplicato e sostengo appieno la tua tesi!

  2. Josef K. ha detto:

    Condivido quello che ha detto Simona. Tutto molto bello.
    Però magari il post lo butto giù lo stesso🙂
    Complimenti.

    P.s. Ho intravisto “Le lettere segrete di Van Gogh” corro subito a leggerle.
    Per caso hai tratto ispirazione dagli scritti di Woody Allen?

  3. Kisciotte ha detto:

    Porca vacca ho sbagliato link! (per favore rimuovi il commento sopra)
    Rifo, Commento a InfoJobs, ciak due! Digitazione!

    Ciao Lutile,
    Voglio soltanto segnalarti un altro wordpressino che ha scritto un succinto post contro il feticismo… della standing ov… ilation!
    http://meccanic13.blogspot.com/2011/10/fetish.html

  4. Pingback: Steve Jobs e l’importanza di lottare. Sempre. | Il blog di wow

  5. Lipo ha detto:

    Sono molto d’accordo.
    Anche se la storia dei licenziamenti in ascensore mi risulta non vera, comunque sia rimane un esemplare strumento narrativo, sia per interpretare Steve J. sia per spiegare, chiaramente come hai fatto, che lui era Americano, ma noi no.
    Per fortuna non siamo ancora arrivati a questo punto.😉

  6. Alberto ha detto:

    Mah…sul fatto che in America un umile lavoratore o un poveraccio possa diventare un pezzo grosso, questo è tutto da vedere. Steve Jobs è un’eccezione. La media americana penso che sia lavorare e tirare a campare come ovunque nel mondo. Smettiamola di credere al “sogno Americano”, con le migliaia di barboni che popolano le loro città.

    • Lutile Idiota ha detto:

      Sicuramente la situazione (anche in America) peggiora anno dopo anno.
      Oltreoceano sono più liberi: il che vuol dire che, se ti butti in un’impresa, puoi farcela più facilmente così come cadere senza nessuna tutela.

      Per non parlare dei licenziamenti selvaggi di un giorno con l’altro.

      Quindi, parlando di Steve Jobs: che cos’è che ha inventato, veramente?
      Un modo di pensare? Non diciamo scemenze!

      Ha incontrato (e sfruttato) le persone giuste al momento giusto.

      In america sembra vada così: fai le tue mosse, quasi senza regole. Chi ce la fa, sopravvive. E prospera.
      Chi alla fine crolla, cade più in basso di quanto si immagini.

      E non è proprio bello, ti dirò…
      E qui siamo d’accordo tutti e due, no?

  7. luciano ha detto:

    Splendido. Lo leggo solo oggi, ma visto quello che si è detto in questi mesi direi addirittura che questo post ha acquistato forza. Se ti va ti invito a leggere un post che ho scritto io che tocca questo argomento: http://tizianoterzani.blogspot.it/2012/05/visionari.html

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